Poiché, nel suo complesso, la teorizzazione pedagogica si istituisce e si sviluppa come manovra intellettuale finalizzata al controllo razionale delle azioni educative intenzionali e poiché è l’intenzione-di-educare che genera, finalizza, orienta, guida e articola tali azioni, il controllo razionale, cui la teoria è deputata, necessariamente riguarda l’intenzione educativa. Senonché l’esame storico-filologico mostra che, nella ricerca pedagogica, il dispositivo costituito dall’intenzione educativa non è stato fatto oggetto né di particolare considerazione né di specifica trattazione.
Muovendo dalla chiarificazione delle origini e dei motivi di questo paradosso logico, che connota l’impostazione stessa della ricerca pedagogica e ne segna l’intero svolgimento, Enza Colicchi conduce un’indagine sull’esperienza reale dell’intenzione e dell’agire educativi; indagine che vale a confutare la usuale interpretazione dell’azione educativa nei termini dello schema posizione-di-scopi/scelta-di-mezzi e, quindi, la liceità di qualsiasi forma di scienza dell’educazione nel significato corrente di sapere tecnico-pratico.
Individuata nell’intenzione di educare che, nell’esperienza prepedagogica, dirige l’azione del soggetto-agente la sede e l’organo della razionalità della prassi educativa, l’Autrice perviene a tracciare le linee di svolgimento di una teoria della prassi e per la prassi educativa che adotta e assume la medesima struttura logica dell’intenzionalità educativa reale.








